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La mostra a Macerata fino al 16 aprile

MACERATA – L’Infinito di Leopardi tradotto con le emoji della comunicazione digitale: è l’idea sviluppata dai ricercatori dell’Università di Macerata, al centro di una mostra dal titolo “L’Infinito. Un racconto per immagini e documenti” allestita nelle Sale Antiche della Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti di Macerata fino al 16 aprile.

In mostra, oltre a libri, documenti e foto dedicate al poeta, anche le 27 traduzioni del celebre idillio: dall’aramanico al gaelico, fino appunto all’emojitaliano, il codice delle faccine – con tanto di vocabolario, sintassi e grammatica – a cura della comunità web coordinata dalla docente di glottologia e linguistica dell’Università di Macerata, Francesca Chiusaroli, già nota per aver riscritto con le emoji Le Avventure di Pinocchio e la Costituzione Italiana.

L’esposizione offre uno spaccato inedito sulla vita del poeta, che si sentì infelice e incompreso per tutta la sua vita soffocato dall’ambiente provinciale di Recanati, oltre che deluso dagli ambienti delle grandi città, ricordi e suggestioni che si evincono anche dalle sue opere.

La mostra, allestita dalla Cattedra Leopardi dell’Università di Macerata, a cura di Manuela Martellini in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, Italia Nostra la Biblioteca comunale Mozzi-Borgetti, gode del patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Bicentenario de L’Infinito e del Comune di Macerata.